I diversi attentati che nella giornata di oggi, domenica, hanno colpito la Siria, causando circa 120 morti e centinaia di feriti, sono stati tutti rivendicati dall’autoproclamato Stato islamico. La giornata è infatti iniziata con la strage di Homs, città nella Siria occidentale essenzialmente controllata dal regime di Bashar al-Assad, dove una doppia deflagrazione ha causato la morte di oltre 50 persone (alcune fonti parlano di 57 morti). Si tratta dell’attacco che ha causato più decessi nella città dall’ottobre del 2014, quando in 55, perlopiù bambini, persero la vita in una serie di esplosioni davanti ad una scuola.
Nel pomeriggio, inoltre, anche la capitale Damasco è stata teatro di sanguinosi attentati, avvenuti in un quartiere sciita a sud-est della città, Sayeda Zeinab, e il bilancio è di almeno 60 persone rimaste uccise, oltre a numerosi feriti. La stessa zona era stata colpita dai kamikaze dell’IS lo scorso 31 gennaio.
Homs, le immagini dopo l'attentato
RSI Info 21.02.2016, 21:17
Cessate il fuoco
Nel frattempo, Russia e Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo provvisorio per cessare le ostilità nel paese. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, John Kerry, affermando però che alcune questioni dovranno essere ancora risolte. Un cessate il fuoco dovrebbe quindi cominciare nei prossimi giorni, ha continuato.
REUTERS/AFP/ATS/ads




