Il presidente francese Francois Hollande ha chiesto all'ONU "un sostegno eccezionale alle autorità libiche" per ristabilire l'ordine nel paese: "Se non facciamo niente di serio, niente di politico, niente di internazionale, il terrorismo si diffonderà in tutta la regione".
L'intervento di Hollande segue la risoluzione ONU di mercoledì, che rafforza l'embargo sulle armi e le sanzioni contro chi ostacola o mette a rischio il processo di transizione politica.
Anche l'Egitto è intervenuto sulla crisi ed è pronto a proporre all'ONU un piano per la stabilizzazione, forte del consenso di "alleati" confinanti con la Libia: Tunisia, Algeria, Ciad e Sudan. Il primo passo sarebbe un cessate il fuoco immediato e la creazione di un comitato politico, coordinato dal Cairo, per far partire il dialogo tra le varie anime libiche.
Intanto le armi non tacciono. Le forze aeree del generale Khalifa Haftar hanno bombardato la sede del consiglio rivoluzionario di Bengasi. Scontri sono in corso in altre zone della regione.
M.Ang./ATS/ANSA
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