Ban Ki-moon ha inaugurato il vertice sulla sicurezza nucleare, oggi (lunedì) all’Aia, ricordando come il memorandum di Budapest del 1994, firmato da Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti, avesse garantito il rispetto dell’indipendenza e delle frontiere ucraine in cambio della sua rinuncia all’arsenale nucleare. Condizioni “in larga misura compromesse” dall’annessione della Crimea. Tuttavia, la crisi in atto non deve servire da scusa per una nuova corsa all’atomo, che non farebbe che aumentare l’insicurezza, ha detto il segretario generale dell’ONU.
All’incontro di due giorni in Olanda partecipano i rappresentanti di una cinquantina di Stati, oltre che delle Nazioni Unite, dell’AIEA, dell’UE e dell’Europol. Il tema centrale, almeno sulla carta, è come impedire che le 2'000 tonnellate di materiale a rischio attualmente in circolazione finiscano nelle mani sbagliate.
Fra i primi risultati concreti raggiunti, c’è l’impegno del Giappone ad inviare negli Stati Uniti centinaia di chili di uranio e plutonio fornitigli durante la Guerra fredda. Inevitabilmente, però, a margine del summit si parlerà anche di Ucraina e non solo in seno al G7. Il capo della diplomazia di Kiev Andrii Deschitsia ha definito probabile un faccia a faccia con il suo omologo russo Sergei Lavrov.
ATS/pon
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RG 18.30 - La corrispondenza di Tomas Miglierina
RSI Info 24.03.2014, 19:47






