L’Ucraina è sull’orlo di una guerra civile. Gli incontri tenutisi sabato nel pomeriggio fra Viktor Ianucovich e i rappresentanti dell’opposizione non ha dato buoni risultati. I filo-occidentali hanno rifiutato la proposta di guidare il Governo offertagli dal presidente come ultima spiaggia per salvare la poltrona.
All'opposizione non basta poter guidare il Governo
Il capogruppo del partito della Timoshenko Arseni Iatseniuk non ha dunque accettato di essere a capo dell’Esecutivo, perché vuole di più: chiede che le leggi anti-proteste, che il presidente vuole solo modificare, vengano abrogate e che si effettuino subito le elezioni presidenziali, senza aspettare il 2015 come previsto.
Il ministro dell'interno: "Vani gli sforzi pacifici"
Il ministro dell’interno ucraino Vitali Zakharcenko ha definito “vani” gli sforzi per risolvere pacificamente il conflitto e ha dichiarato che coloro che stanno occupando le sedi del potere verranno considerati dalla giustizia “esponenti di gruppi estremisti”.
L'ex ministro della difesa: "Armi in piazza"
L’ex ministro della difesa Anatoli Gritsenko ha risposto richiedendo pubblicamente ai manifestanti di portare le armi in piazza.
Anche la polizia si schiera con gli insorti
Gli scontri sono continuati per tutta la giornata, e, dopo l’uccisione di un poliziotto, sembra che i dimostranti abbiano rapito tre altri ufficiali, secondo quanto afferma il ministro dell’interno ucraino. Intanto in 11 delle 25 regioni del paese i palazzi del potere locale sono nelle mani dei manifestanti: in alcune zone la polizia si è addirittura schierata dalla parte dei ribelli o non è intervenuta per fermarli.
Sabato sera circa 2 mila manifestanti si sono ammassati davanti a un edificio occupato dalla polizia a Kiev. Alcuni sono riusciti a penetrare e a lanciare bombe molotov. La polizia - riferisce France Presse - ha risposto con granate assordanti.
ATS/GTa
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