I segnali di una possibile guerra civile in Libia si sono fatti sempre più incalzanti dopo mesi nei quali tra Tripoli e le milizie separatiste dell’est, è battaglia per il controllo del petrolio.
Ultimo in ordine di tempo, la partenza, nell’aria da mesi, dell’ormai ex premier Ali Zeidan . Incapace di gestire il paese e di rilanciare la produzione di petrolio e gas, è stato sfiduciato dopo un fatto inedito: la prima, illegale vendita di greggio da parte degli indipendentisti attivi ad est, nella Cirenaica.
Porti in mano alle milizie
Il porto di Es Sider, uno quattro bloccati dalle milizie dell'ex ribelle Ibrahim Jathran, ospita una nave nordcoreana, che è attraccata una settimana fa portandosi via un carico di greggio senza che l’esercito sia riuscito a fermarla. Secondo la stampa locale, si è trattato di 36 milioni di dollari di oro nero.
La prima vendita illegale
Tripoli sostiene che l'episodio è una dimostrazione della sua fragilità e l’inizio della perdita di controllo sulla prima fonte di entrate del paese. Per gli indipendentisti, è un'arma per ottenere una fetta più grande degli introiti del petrolio e creare uno Stato autonomo in Cirenaica, che detiene circa l’80% delle risorse di greggio. L’operazione potrà quasi certamente giovare a Jathran, che ultimamente era sempre più criticato per aver impoverito la regione a causa della chiusura dei porti.
Esportazioni in forte calo
L'operazione ha infatti provocato un forte calo delle esportazioni di petrolio, da 1,4 milioni di barili al giorno al minimo storico di circa 235'000, tagliando le gambe all’economia in un momento di stallo politico e di insicurezza. Una penuria che si riflette anche sulle casse dello Stato.
Un propulsore per gli indipendentisti
I soldi potrebbero ora tornare a girare nell’est, e con loro, potrebbe rafforzarsi la spinta autonomista. Una situazione che potrebbe portare a un nuovo conflitto, se non verrà raggiunto un accordo con Tripoli.
Una cosa è certa: i politici in Libia, compresi i parlamentari che hanno scacciato Zeidan, sono spesso sostenuti da milizie armate sul terreno, e non tutte sono d’accordo con gli indipendentisti. Ad opporsi alla brigata tendenzialmente anti-islamista di Jathran, sono soprattutto le milizie islamiste e quelle allineate, e pagate, dal Governo.
FM
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