L’INTERVISTA

La bocciatura alle richieste americane

Netanyahu afferma di essere contrario alla creazione di uno Stato palestinese; le riflessioni dell’esperto sul rapporto tra Israele e Stati Uniti

  • 19.01.2024, 12:43
  • 19.01.2024, 13:59
La difficile missione di Blinken

La difficile missione di Blinken

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Di: RG/RSI Info 

Nessuna creazione di uno Stato palestinese. Lo ha ribadito ancora una volta il premier israeliano Benyamin Netanyahu durante una conferenza stampa a Tel Aviv, giovedì. Una dichiarazione fatta dopo il viaggio del segretario di Stato americano Anthony Blinken in Medio Oriente e che sembra così suonare come una sorta di schiaffo alla politica dell’Amministrazione di Joe Biden. L’intervista all’analista e giornalista Andrew Spannaus.

“È una chiara bocciatura da parte di Netanyahu alle richieste americane. Avviene inoltre in un momento importante in cui si stanno cercando soluzioni per uscire da questa crisi. Biden ha cercato di mettere pressione su Netanyahu, invitandolo prima a non invadere Gaza e poi a fare entrare aiuti nella Striscia. Allo stesso tempo però gli Stati Uniti vogliono sempre presentarsi come alleati di Israele. Ad ogni modo, la storia di Netanyahu dimostra da più di 25 anni che non ha nessuna intenzione di pensare a uno Stato palestinese”.

Alcuni analisti suggeriscono la necessità da parte dell’amministrazione Biden di resettare la politica nei confronti di Israele. Se è la strada da scegliere, come dovrebbe essere rimodulata questa politica?

“Se gli Stati Uniti non mettono condizioni riguardo agli aiuti, soprattutto quelli militari, non avranno risultati. Sono d’accordo che gli Stati Uniti debbano pensare a una soluzione più ampia per i problemi in Medio Oriente. Israele deve capire che l’unica via di uscita da questa situazione è trovare una soluzione a lungo termine.

Si può leggere la dichiarazione di Netanyahu anche in chiave di politica interna americana? Il premier è sceso in campagna elettorale sostenendo il ritorno di Donald Trump?

“Netanyahu sicuramente preferisce Trump che si è schierato nettamente con lui, spostando l’ambasciata americana a Gerusalemme. All’interno degli Stati Uniti, il tema è molto caldo, ma anche qui stiamo assistendo a un cambiamento nella politica americana, la cosiddetta lobby israeliana, l’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee, ndr) mette forti pressioni sulla politica, sul Congresso, per ottenere quello che vuole a favore della destra israeliana. Non un’idea di un Israele che cerchi la pace, che invece viene sostenuta da altri gruppi che sono nati e quindi assistiamo a pressioni da destra e da sinistra su Biden che rischia di perdere voti per la sua posizione su Israele.

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RG 12.30 del 19.1.2024 L’intervista ad Andrew Spannaus

RSI Info 19.01.2024, 12:43

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