Il reportage

La complicata vita degli afgani in Pakistan

Prima delle recenti elezioni in migliaia sono stati costretti a lasciare il paese; chi è rimasto, vive in una sorta di limbo

  • 23 febbraio, 08:12
  • 23 febbraio, 08:23

La difficile vita degli afgani in Pakistan

RSI Mondo 23.02.2024, 08:22

Di: Chiara Reid

Facevano oramai parte del paesaggio urbano in Pakistan. Nelle strade di Islamabad, Quetta, Peshawar, Rawalpindi, erano una presenza costante con i loro ristoranti di kebab, i loro negozi di barbiere ed estetista, e anche le scuole parallele per i loro figli che senza documenti non possono frequentare quelle locali. Un milione e settecentomila afgani che negli anni sono fuggiti dal loro paese attraversando la porosa frontiera con il vicino di casa.

Ma in novembre, il Governo uscente, in pieno fervore preelettorale per la consultazione che si è tenuta l’8 febbraio, non ha trovato di meglio che adottare una mossa populista e xenofoba: cacciare tutti coloro che non hanno i documenti in regola. Leggi: gli afgani .Si calcola che in pochi giorni in 70’000 siano partiti. L’alternativa era la galera.

In una mossa deplorata da Human Rights Watch, dall’UNHCR. Sono tornati tra i Talebani che non li hanno certo accolti a braccia aperte. Chi non ha casa o famiglia, languisce in campi profughi allestiti oltre il confine.

Ma a Islamabad, nel quartiere centrale dove abitavano, regna una strana quiete. Molte le case e i negozi chiusi, e chi è rimasto parla malvolentieri. Il racconto che ne emerge è quello di vite in bilico, sempre alla mercè delle forze dell’ordine che ricattano, estorcono. E la trafila per ottenere i documenti dalle ambasciate straniere, per coronare il sogno di tutti: scappare verso l’Occidente.

Non abbiamo potuto visitare Peshawar, perché non ci hanno concesso il visto, ma ci dicono che la situazione lì è davvero drammatica, la città si è svuotata.

Ora a bocce ferme, dopo che il partito che era al Governo, la Lega Musulmana di Nawaz Sharif, non ha certo vinto le elezioni, ma con l’appoggio dei militari si appresta a governare lo stesso, nessuno si preoccupa più degli afgani che tanto non votano, non usurpano l’assistenza sociale e non danno fastidio. Ma chi è partito, ha visto il sogno infrangersi: il Pakistan difficilmente è una porta aperta verso i paesi ricchi. Più spesso che no, è una trappola in cui spendere una vita senza riconoscimento e cittadinanza alcuna.  

Notiziario delle 11:00 del 15.02.2024

Notiziario 15.02.2024, 11:30

Correlati

Ti potrebbe interessare