Mondo
Mondiali di calcio FIFA 2026

La gioia di Buenos Aires per l’ultimo tango di Messi

Uniti tra lacrime e gratitudine. “Gracias totales”, è il sentimento collettivo, in piazza sono scesi giovani e anziani, famiglie con bambini, un popolo intero

  • Ieri, 11:48
  • Ieri, 13:20
A Buenos Aires
01:54

La delusione in Argentina

Telegiornale 20.07.2026, 12:30

  • Keystone
Di: Emiliano Guanella, da Buenos Aires

Se un marziano ignaro del risultato della finale dei Mondiali avesse visto la folla scesa in piazza ieri notte a Buenos Aires e in altre città argentine con i colori dell’albiceleste, sicuramente avrebbe creduto in una vittoria netta di Messi e compagni. La storia, lo sappiamo tutti, è stata differente; la Spagna di Luis de la Fuente ha nettamente dominato la partita e meritato il secondo titolo dopo quello conquistato dalla generazione magica del 2010.

La folla radunata in piazza a Buenos Aires

La folla radunata in piazza a Buenos Aires

  • Keystone

Eppure, per gli argentini questo Mondiale ha rappresentato tantissimo: nessuno alla vigilia si aspettava di arrivare a giocarsi la finale e tantomeno che il loro capitano potesse a 39 anni suonati essere così determinante. “Gracias totales”, è il sentimento collettivo, in piazza sono scesi giovani e anziani, famiglie con bambini, un popolo intero.

“Siamo qui – mi ha confessato un padre con la figlia di sei anni in spalla a pochi passi dall’Obelisco illuminato con le immagini della selección – per ringraziare lo sforzo dei ragazzi e per insegnare alle nuove generazioni che nella vita l’importante è dare sempre il meglio di sé. Si può vincere o perdere, ma non si deve mai perdere la voglia di farcela”.

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00:35

Mondiali, Messi non trattiene le lacrime (20.07.2026)

RSI Sport 20.07.2026, 03:00

Molto di questo sentimento collettivo gira intorno alla figura del commissario tecnico Lionel Scaloni, che ieri è scoppiato in lacrime durante la conferenza stampa post-partita. Scaloni è stato un discreto giocatore ed è arrivato a dirigere la nazionale argentina senza grandi esperienze, forte di un diploma da allenatore conquistato in Spagna, paese dove vive da anni. Il suo professore in questo corso era proprio Luis de la Fuente, avversario per una finale ma grande amico da anni. In sette anni Scaloni ha vinto due Coppe Americhe e un Mondiale, oltre al secondo posto di ieri. Sempre misurato e rispettoso, le sue dichiarazioni durante questo lungo mondiale americano hanno fatto riflettere un popolo abituato per troppi anni alla cultura dell’esito a tutti i costi. “Quello che mi piace di più di questo lavoro è poter costruire un rapporto di fiducia, rispetto e amicizia nel gruppo. Sono allenatore non perché mi piace il 4-3-3 ma per le grigliate di carne insieme, per gli abbracci, per lo spirito di unione che il fútbol ti da ogni giorno”.

La delusione dei tifosi a Buenos Aires

La delusione dei tifosi a Buenos Aires

  • Keystone

Su tutti, poi c’è la figura immensa di Lionel Messi, al suo sesto e ultimo mondiale. Il capitano è l’eroe della Patria e oggi molti scenderanno in piazza di nuovo per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto per la nazionale. Una delle frasi più ricorrenti nella fredda domenica sera post sconfitta è stata “en las buenas y en las malas, pero sobretodo en las malas”. Appoggiare la tua squadra nei momenti di gloria è facile, ma è prioritario farlo quando le cose vanno male.

Nessuno, in Argentina, può recriminare nulla ai ragazzi di Scaloni e per una volta la proverbiale arroganza degli argentini lascia spazio ad un sentimento genuino di riconoscimento degli sforzi e del lavoro di un gruppo che ha fatto la storia del calcio. Messi lascia spazio a una nuova generazione di idoli globali, ad iniziare da Kylian Mbappé, che lo ha superato come goleador storico dei Mondiali. A Madrid si festeggia una nuova e meritatissima stella, a Buenos Aires scorrono invece lacrime dolci per l’addio al miglior giocatore di questo secolo.

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09:53

Mondiali, la premiazione integrale della finale (LA2 Sport Live 20.07.2026, 21h00)

RSI Sport 20.07.2026, 00:50

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