Qualcuno la chiama “la grotta di Ali Baba”, altri “la bottega degli orrori criminali”. Nei sotterranei del Tribunale di Bordeaux, ci sono tre sale dove da anni vengono stipati gli oggetti sequestrati durante i procedimenti giudiziari. Sono oltre 10’000 ogni anno e c’è veramente di tutto: biciclette, gioielli, borsette di lusso, pistole, piedi di porco, armi del delitto…
Questi oggetti, in passato, attendevano sotto la polvere la fine dei processi per essere distrutti, riciclati dalla polizia o messi all’asta. Ora, però, molti di loro verranno donati ai più svantaggiati.
“Abbiamo un accordo con la Croce Rossa e altre associazioni che individuano persone che potrebbero averne bisogno - spiega la direttrice -. Oltre ad aiutare qualcuno, si fa spazio nei locali del Tribunale e lo si fa senza ricorrere allo smaltimento di questi oggetti, quindi c’è anche un risvolto ecologico”.
Non saranno donate armi da fuoco, coltelli, macchine per contare banconote o prelievi biologici, ma neanche vestiti e scarpe, che rappresentano circa l’80% dei beni confiscati.





