La fantasia dei truffatori napoletani non conosce limiti e non si ferma neanche davanti alla pace dei defunti. Diciasette persone sono indagate poiché rimettevano sul mercato tombe, loculi e cappelle del cimitero di Poggioreale spacciandole per disponibili. In realtà tali non erano anche se da un po’ di tempo nessuno le visitava più. Una volta liberate dai poveri resti, le cappelle venivano ristrutturate e messe sul mercato al migliore offerente.
Secondo gli inquirenti il giro di truffe si era consolidato anche grazie alla presenza di informatori all’interno del cimitero (uno dei maggiori d’Europa). Segnalavano i possibili obiettivi tra cappelle e loculi - alcuni risalenti all'800 – che difficilmente sarebbero stati reclamati dagli aventi diritto. Complessivamente si parla di una novantina di manufatti funerari ceduti illegalmente.
L'organizzazione proponeva i propri prodotti anche online: una cappella, poi sequestrata, era stata offerta a 800’000 euro su un sito di vendite immobiliari. In un altro caso un manufatto funebre è stato venduto per 245’000 euro.
Diem/ANSA





