La scheda

Le tormentate relazioni tra Iran e Israele

L’attacco lanciato la scorsa notte da Teheran potrebbe rappresentare un punto di non ritorno nella storia dei rapporti tra i due Paesi

  • 14 aprile, 22:02
  • 15 aprile, 08:47
  • HAMAS ISRAELE
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I difficili rapporti tra Israele e Iran

Telegiornale 14.04.2024, 20:00

Di: TG

L’attacco è scattato nella notte tra sabato e domenica: l’Iran ha lanciato centinaia di droni e missili verso Israele. Un attacco effettuato in segno di rappresaglia per il bombardamento mortale che, due settimane fa, ha colpito l’ambasciata iraniana a Damasco, in Siria. Un episodio senza precedenti che potrebbe rappresentare un punto di non ritorno nella tormentata storia delle relazioni tra Teheran e Gerusalemme.

Nel dopoguerra le relazioni tra Iran e Israele hanno attraversato diverse fasi. Ma sono decisamente peggiorate nel corso degli anni per motivi sia storici che ideologici. 

Nel 1947 l’Iran si oppone alla spartizione della Palestina da cui nasce proprio lo Stato ebraico, che tuttavia riconosce in un secondo tempo. Nel 1953, dopo il colpo di Stato che porta al potere lo scià Mohammad Reza Pahlavi, inizia un periodo di relazioni amichevoli.  

Le cose precipitano nel 1979 con la rivoluzione in Iran: il regime dello scià cade e nel paese tornano al potere gli ayatollah guidati da Ruhollah Khomeini. Una delle prime decisioni della neonata repubblica islamica è proprio l’interruzione delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele, etichettato come un regime illegittimo e criminale.

Dopo un periodo di cosiddetta pace fredda, l’ostilità scoppia apertamente - a parole - dopo la guerra del Golfo nel 1991. I toni si alzano non da ultimo per la fornitura di armi e mezzi finanziari iraniani a movimenti e milizie islamiche principalmente sciite che combattono direttamente Israele sul terreno: Hamas nella Striscia di Gaza, la Jihad islamica in Cisgiordania, Hezbollah in Libano o ancora - negli ultimi tempi - gli Houti che dallo Yemen bombardano le navi nel Mar Rosso. La cosiddetta “proxy war”, la guerra per procura, culmina il 7 ottobre con l’attacco di Hamas in Israele.

In risposta a questo sostegno Israele porta avanti da tempo una politica di attacchi mirati all’estero, soprattutto in Libano, Iraq o Siria. 

E proprio Damasco è teatro dell’ultimo episodio del genere: il bombardamento della sede diplomatica iraniana che costa la vita a sette iraniani tra cui due alti comandanti dei guardiani della rivoluzione, l’organo militare parallelo all’esercito regolare fondato proprio da Khomeini nel 1979. Un bombardamento per il quale l’Iran accusa subito Israele, che fa precipitare una situazione già esplosiva e che fa dire all’Iran: “Ci vendicheremo”. Anche pensando alle migliaia di morti causati dagli israeliani a Gaza. 

La ritorsione arriva nella notte e apre uno scenario che potrebbe anche portare a un conflitto aperto in cui finora Teheran non ha mai voluto impantanarsi. Dalle conseguenze potenzialmente devastanti in una regione dove la tensione domina da anni.

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