Enrico Letta va all’attacco e prova ad uscire dall’angolo dopo la notizia di una possibile staffetta a capo del Governo con il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi. "Io chiedo chiarezza, ha detto il primo ministro durante la presentazione mercoledì del suo patto di coalizione ai giornalisti, e penso che la chiedano i cittadini che vogliono sapere che cosa succede alla luce del sole. Le dimissioni non si danno per dicerie e manovre palazzo. Ognuno deve pronunciarsi e dire che cosa vuole, specie chi vuole venire al posto mio".
Il riferimento al sindaco di Firenze è evidente, e questo impegno per il termine della legislatura sarà presentato al Parlamento per trovare convergenze utili ad andare avanti con i numeri per governare. Domani la direzione del PD si esprimerà su tale documento – "Impegno Italia" – che si compone di tre grandi assi che la coalizione italiana dovrà condividere: economia, riforme istituzionali ed Europa. Meno tasse sul lavoro, codice semplificato per le imprese, più investimenti ma anche una maggiore attenzione alle famiglie italiane, lotta alla disoccupazione, maggiore legalità questi alcuni macro temi per far ripartire la crescita in Italia, che, secondo il primo ministro italiano, è un paese che rischia di morire di annunci. Letta sprona anche l’Europa a dei cambiamenti perché così "non è sufficiente ad aiutarci", non mancando di sottolineare che parte degli aiuti finanziari per l’Italia arriveranno anche dal rientro dei capitali esteri.
"Io penso che ci sia bisogno di essere rapidi, abbiamo già perso tempo – ha concluso - ho offerto e propongo queste idee e aspetterò di capire come vengono accolte e quali contro proposte arriveranno”. Questa è la vera incognita: la possibilità che "Impegno Italia" non venga visto come un reale cambiamento ma come un modo per "galleggiare" ancora fino al 2015. La parola passa ora al resto della politica italiana.
Red.MM/sdr
Gallery video - Letta resiste al Governo e rilancia






