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Rilasciati altri ostaggi nell’ultimo giorno di tregua

Hamas ha consegnato alla Croce Rossa dieci israeliani e quattro stranieri rapiti il 7 ottobre - In queste ore si intensificano gli sforzi per prolungare il cessate il fuoco

  • 29 November 2023, 18:55
  • 29 November 2023, 22:22
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Gli ostaggi consegnati alla Croce Rossa Internazionale.JPG

Gli ostaggi consegnati mercoledì sera alla Croce Rossa internazionale

  • Reuters
Di:ATS/ANSA/RSI Info

Poco dopo le 22.00 di mercoledì l’esercito israeliano ha annunciato “sulla base di informazioni ricevute dalla Croce Rossa” che 10 ostaggi israeliani e 4 thailandesi sono sulla strada “verso il territorio di Israele”. Il gruppo rilasciato è entrato in Egitto dal valico di Rafah ed è diretto al punto di incontro con i soldati israeliani a Kerem Shalom, dove saranno verificate le identità delle persone liberate.

Le autorità riferiscono di 5 ragazzi e 5 donne, per lo più rapiti dal kibbutz di Beeri: si tratta di Gali Tarshanksy (13 anni), Ofir Engel (17), Amit Shani (16), Liam Or (18 anni), Itay Regev (18 anni, rapito dal rave di Reim, i cui familiari erano stati rilasciati sabato scorso), Yarden Roman Gat (36), Raaya Rotem (54 anni, la figlia Hila era stata liberata nei giorni scorsi), Raz Ben-Ami (57), Moran Yanai (40 anni, anche lei rapita alla festa di Reim) e Liat Atzili (49), che ha anche la cittadinanza americana. Insieme a questo gruppo sono stati rilasciati anche 4 thailandesi. In precedenza erano state liberate le due donne israelo-russe Elena Trupanov, 50 anni, e la madre Irena Tatti, 73.

L’attesa si sposta ora sull’eventuale prolungamento della tregua che, giunta al sesto giorno, scadrà domattina, giovedì, alle 05.00 locali (le 06.00 ora svizzera). Hamas ha dichiarato di essere pronto a prolungare il cessate il fuoco a Gaza di quattro giorni e a rilasciare altri ostaggi. I mediatori internazionali stanno intensificando gli sforzi per porre fine in modo duraturo alla guerra tra il movimento islamista palestinese e Israele.

Sulle trattative sono però piovute le parole del premier israeliano: “Dopo questa fase di rientro dei nostri ostaggi, Israele tornerà in guerra? La mia risposta è inequivocabilmente sì. Non c’è possibilità che non si torni a combattere fino alla fine”, ha detto Benyamin Netanyahu aggiungendo che “questa è la mia politica, l’intero governo è a favore di questa posizione, i soldati e il popolo: ed è esattamente quello che faremo”.

Dall’altra parte dell’oceano, a New York, il ministro degli esteri palestinese Riyad Al-Maliki alla riunione del Consiglio di sicurezza (Cds) dell’ONU ha affermato che “la tregua deve diventare un cessate il fuoco permanente. Il massacro non può riprendere, questa non è una guerra, è una carneficina che nessuno può giustificare e deve finire”.

Lo scambio tra Israele e Hamas ha finora portato, esclusi i 12 di oggi, al rilascio di un totale di 60 ostaggi israeliani e 180 prigionieri palestinesi. Inoltre, altri 23 ostaggi, per lo più thailandesi che vivono in Israele, sono stati rilasciati al di fuori di questo accordo.

L’esercito israeliano ha stimato che lo scorso 7 ottobre, giorno dell’attacco contro lo stato ebraico, sono state rapite circa 240 persone. Hamas ha dichiarato di detenerne la maggior parte, altri sono nelle mani di altri gruppi armati palestinesi a Gaza.

Gaza, tregua prolungata

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