Svelata l'identità dei due terroristi uccisi mercoledì durante l'attacco al museo del Bardo a Tunisi. Si tratta di Jabeur Khachnaoui, originario della città di Kasserine, e Yassine Laâbidi, di Ibn Khaldoun. Il primo era scomparso da tre mesi e aveva chiamato i genitori con una scheda telefonica irachena.
Il presidente tunisino Béji Caïd Essebsi, in una dichiarazione rilasciata alla tv nazionale, si è impegnato a combattere il terrorismo promettendo una fermezza estrema e l'applicazione della massima severità contro i terroristi da parte dello Stato tunisino, sottolineando "che le minoranze selvagge non fanno paura".
Durante il blitz sono morti due degli assalitori e un poliziotto
L'ultimo bilancio è di 19 morti (tra i quali 17 turisti stranieri) e 50 feriti, di cui alcuni in gravi condizioni e ricoverati nei vari ospedali della città. Sono state rese note le nazionalità delle vittime; i morti italiani sono quattro, tra cui un pensionato novarese, e i feriti sei. La Polonia ha comunicato che sono quattro i suoi cittadini deceduti e 11 sono feriti. E tra le persone che hanno perso la vita nell'azione terroristica figurano pure due francesi e cinque giapponesi.
Intanto per le strade sfilano cortei di cittadini. Si sono ritrovati ad avenue Bourghiba, luogo simbolo delle manifestazioni della rivoluzione dei gelsomini, centinaia di tunisini scesi in piazza per protestare contro il terrorismo e denunciare l'attacco contro il Museo del Bardo. La folla - cittadini, politici e attivisti della società civile - si è concentrata davanti al teatro sull'arteria principale della città issando bandiere tunisine e scandendo slogan contro i terroristi. "La Tunisia è libera, fuori i terroristi", "Cacciare i terroristi è un dovere". Anche l'inno nazionale è stato cantato più volte.
Red.MM/ATS
Dal TG20:
18.03.2015: Attacco terroristico a Tunisi
RSI Telegiornale 18.03.2015, 21:05
18.03.2015: Da Tunisi Philipp Zahn
RSI Telegiornale 18.03.2015, 21:05
18.03.2015: ll commento di Arturo Varvelli
RSI Telegiornale 18.03.2015, 21:07
RG Notte del 19.03.15 - La corrispondenza di Antonella Tarquini




