Dopo 56 anni, gli astronauti della missione Artemis II hanno battuto il record della massima distanza dalla Terra finora detenuto dall’equipaggio della missione Apollo 13 del 1970. Sulla navetta Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno raggiunto la distanza di 400’171 chilometri toccata dall’Apollo 13 durante il suo rientro d’emergenza verso la Terra.
Il programma di volo prevede che all’1.02 (ora svizzera) Orion si allontani ancora, fino a raggiungere 406’777 chilometri dalla Terra, la massima distanza dal nostro pianeta in assoluto da una missione spaziale con astronauti.
Oggi dunque i quattro astronauti sono diventati gli esseri umani ad aver viaggiato più lontano dalla Terra, preparandosi a osservare aree della Luna mai viste prima a occhio nudo, nell’ambito dello storico sorvolo lunare della NASA.
I preparativi in realtà sono cominciati molto presto, intorno alle 7.00 svizzere quando il motore del Modulo di Servizio Europeo (Esm) si è acceso per affinare la traiettoria di Orion verso la Luna. “Ciao, Artemis 2, sono l’astronauta dell’Apollo Jim Lovell. Benvenuti in quella che un tempo era la mia zona”: è stato il messaggio che ha svegliato gli astronauti, registrato dal pilota dell’Apollo 8 nel 2025, poco prima di morire. “È un giorno storico e so quanto sarete impegnati, ma non dimenticate di godervi il panorama”.
Gli astronauti hanno anche eseguito un nuovo test delle tute pressurizzate, realizzate su misura e chiamate Ocss (Orion Crew Survival System), in grado di garantire la sopravvivenza fino a sei giorni. Sono fondamentali sia durante le fasi dinamiche del volo, per esempio durante il lancio e il rientro, sia in caso di depressurizzazione della cabina e dopo l’ammaraggio. Gli astronauti le hanno indossate per verificarne sia la tenuta sia la libertà dei movimenti, per esempio sedendosi sul sedile della navetta e per mangiare e bere.
La giornata è proseguita con i preparativi per l’osservazione della superficie lunare, che li terrà impegnati per circa sette ore: dalle 20.45 alle 3.20. Sono 35 i punti da studiare e fotografare, compresi i siti nei quali si sono posate al suolo le missioni Apollo 12 e Apollo 14. Ci sono anche il mare Orientale, un cratere dal diametro di oltre 900 chilometri che si trova al confine tra il lato visibile e quello nascosto della Luna e che al momento del passaggio di Orion sarà completamente illuminato. Sul lato nascosto della Luna, poi, gli astronauti dovranno osservare, in particolare, il cratere Hertzsprung, dal diametro di circa 600 chilometri. È in questo periodo, esattamente all’1.02 che è previsto l’avvicinamento massimo di Orion al suolo lunare, a 6’550 chilometri, e cinque minuti più tardi la navetta dovrebbe stabilire il nuovo record della distanza massima dalla Terra.
Quando Orion lascerà il lato nascosto della Luna, gli astronauti vedranno sorgere la Terra e le comunicazioni saranno ristabilite. Poco più tardi, alle 2.35 assisteranno a un’eclissi perché la Luna oscurerà il Sole. Alle 3.20 le osservazioni del suolo lunare saranno completate e alle 8.25 Orion uscirà dalla sfera di influenza della gravità lunare: sarà l’inizio del viaggio di ritorno verso la Terra.
La missione
Artemis II è la prima missione spaziale che, dopo oltre cinquant’anni dall’ultima volta, lancia un equipaggio verso la Luna. Il decollo è avvenuto lo scorso mercoledì 1° aprile alle 18.35 ora locale dalla base spaziale di Cape Canaveral in Florida. Otto minuti più tardi è avvenuto il distacco della capsula Orion. Il viaggio vero e proprio verso il satellite terrestre, lungo circa 400’000 chilometri, è iniziato giovedì, quando la capsula ha lasciato l’orbita della Terra.
La traiettoria di volo di Artemis II disegna complessivamente un otto attorno a Terra e Luna. Al termine della missione, i quattro astronauti avranno percorso in totale oltre 2,3 milioni di chilometri.

Spazio: il commento dell'ex astronauta Paolo Nespoli
Telegiornale 06.04.2026, 20:00

Artemis, ore decisive
Prima Ora 06.04.2026, 18:00
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