L'esondazione del fiume Lambro, alla periferia di Milano, ha colpito anche la sede della comunità per il recupero di tossicodipendenti 'Exodus', inondata lo scorso sabato per la seconda volta in una settimana, la quarta in dieci anni.
Il fondatore don Antonio Mazzi, intervistato da tvsvizzera.it, stima i danni in oltre 200 mila euro e denuncia: "In trent'anni che lavoro in questo parco, non ho mai visto dragare il Lambro. Viviamo nella cultura del dopo: prima bisogna che arrivi la disgrazia".
Quanto ai danni riportati dalla struttura –questa volta sono stati danneggiati impianto elettrico, riscaldamento e pannelli solari- don Mazzi sostiene di non aver mai ottenuto aiuto dalle istituzioni. Esiste, per contro, la solidarietà della gente, ma anche quella "come cerotto: arriva dopo".
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