I tentativi del segretario di Stato USA John Kerry di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente non hanno finora prodotto i frutti sperati. Israele ha respinto le proposte statunitensi per la Valle del Giordano, la striscia di terra situata ad est della Cisgiordania. Il ministro delle relazioni internazionali Youval Steinitz ha spiegato oggi, domenica, che, in quella zona, "la sicurezza deve restare nelle nostre mani".
La proposta
Kerry proponeva di dispiegare nella vallata un sistema di difesa e di sorveglianza che avrebbe supplito al ritiro delle forze di Tel Aviv. Un piano "giusto ed equilibrato", come lo ha definito il rappresentante della Casa Bianca, che è stato finalizzato a fine 2013.
"L'occupazione deve finire"
Durante le riunioni i palestinesi hanno insistito sulla fine dell’occupazione, ma sono disponibili ad accettare una forza internazionale. Quest'opzione è però invisa dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha ricordato che un futuro Stato di Palestina dovrà essere smilitarizzato e che Tel Aviv dovrà poter continuare a presidiare la frontiera con la Giordania.
Le visite continuano
Il capo della diplomazia USA sarà oggi, domenica, in Giordania e Arabia Saudita per ridare fiato ai negoziati israelo-palestinesi.
ATS/Reuters/Da.Pa.
"Li aiuteremo"
John Kerry si è detto sicuro che l’Iraq è in grado da solo di far fronte ad al-Qaida. Per questo motivo Washington non invierà militari. “Li aiuteremo, ma loro saranno costretti a prevalere, e sono certo che è quanto accadrà", ha detto prima di lasciare Tel Aviv. Queste dichiarazioni giungono dopo nuovi scontri nelle province sunnite.
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RG 12.30 Il servizio di Michele Giorgio
RSI Info 05.01.2014, 12:51







