La premier britannica Theresa May perde un esponente chiave del suo Esecutivo. Da giorni sulla graticola, la ministra dell'interno britannica Amber Rudd alla fine si è arresa e si è dimessa, sull'onda delle rivelazioni sui diritti negati a una generazione d'immigrati dalle ex colonie caraibiche. Così la prima ministra ha dovuto accettare il passo indietro di Amber Rudd.
Il dossier riguarda un vasto contingente di immigrati delle ex Indie Occidentali giunti in Gran Bretagna dopo l'indipendenza, fra il 1948 e i primi anni '70. A loro erano stati promessi pieni diritti di cittadinanza. Diritti che a non pochi sono stati tuttavia di recente rimessi in discussione, con casi di cure mediche negate e persino minacce d'espulsione da parte del ministero dell'Interno, rientrate solo sulla scia di denunce e proteste che hanno portato lo scandalo fino in Parlamento.
Amber Rudd è finita nella bufera per avere affermato in aula di non essere stata a conoscenza delle quote di espulsioni annuali prestabilite dal suo dicastero. Salvo poi essere di fatto smentita da un memo.
ATS/M. Ang.





