Con una lettera aperta alla FIFA, un gruppo internazionale di 20 scienziati ha lanciato l’allarme per le alte temperature che si prevedono durante le partite dei Mondiali, e sui possibili effetti sulla salute umana. Nella lettera gli scienziati denunciano come “inaccettabili” le misure prese fino ad ora dalla federazione sportiva per un fenomeno con cui da tempo si trova a fare i conti, sempre più frequente e intenso.
Il Mondiale torna nel continente americano dopo 32 anni, ma in un contesto climatico molto più problematico. Le partite si terranno in Messico, Stati Uniti e Canada, per un totale di 16 città. Tanti spostamenti sono un ulteriore ostacolo all’adattamento dei diversi climi dei giocatori e del personale che li segue.
Secondo le analisi di World Weather Attribution, circa il 25% delle partite potrebbe disputarsi oltre la soglia di 26°C dell’indice dello stress termico sul corpo, comunemente noto come WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), che combina temperatura, umidità, vento e radiazione solare. Si stima che 5 partite supereranno i 28 gradi dell’indice, un livello critico per la salute.
La FIFA ha previsto per ogni partita pause obbligatorie di tre minuti per tempo, panchine climatizzate per staff tecnico e un monitoraggio costante dell’indice WBGT. Per i tifosi saranno disponibili aree d’ombra, sistemi di nebulizzazione, punti di distribuzione dell’acqua e la possibilità di entrare negli stadi con bottiglie sigillate. La federazione sostiene inoltre di aver modificato il calendario per ridurre le partite nelle fasce orarie più calde. Gli scienziati, però, chiedono misure più severe, tra cui pause di raffreddamento almeno doppie rispetto a quelle previste e la possibilità di rinviare o sospendere le gare in condizioni climatiche estreme.
A rischio non sono solo gli atleti, ci sono anche i lavoratori, i volontari e i tifosi, esposti al sole per ore, in fila e durante le partite. Le città considerate più a rischio sono quelle del sud degli Stati Uniti e del Messico, dove in estate le temperature superano regolarmente i 30°C con alti livelli di umidità. Tra le sedi indicate dagli studi figurano Miami, Dallas, Houston, Atlanta, Monterrey e Città del Messico. Gli esperti ricordano che già durante il Mondiale del 1994, disputato negli Stati Uniti, le temperature in campo superarono i 40°C in alcune partite diurne.
Gli scienziati hanno inoltre criticato la FIFA per la partnership con Aramco, produttore di petrolio e sponsor dei Mondiali, sottolineando il contrasto tra la necessità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico negli stadi e il ruolo delle fonti fossili nell’aumento delle temperature globali.
La FIFA non ha risposto direttamente, ma ha difeso le misure prese per i mondiali ormai alle porte.
Ogni anno sembra ormai destinato a infrangere nuovi record climatici e quest’ultimo non fa eccezione, dopo aver già registrato temperature invernali insolitamente elevate. Proprio in questi mesi, inoltre, gli esperti prevedono con alta probabilità il ritorno di El Niño, il fenomeno climatico legato al riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, che fa aumentare le temperature, ridurre le precipitazioni e intensificare eventi estremi come incendi e siccità.
In Messico il clima legato al Mondiale ha già provocato polemiche politiche. La settimana scorsa il Ministro dell’Educazione aveva dichiarato di voler anticipare di oltre un mese la fine dell’anno scolastico citando l’ondata di caldo prevista e l’impatto logistico dei Mondiali. Prevedibilmente la decisione ha scatenato immediate proteste dei genitori e delle associazioni scolastiche, tanto che anche la Presidente Claudia Sheinbaum è intervenuta e la misura è stata ritirata.








