La crisi in Crimea non ha avuto effetto sulle forniture di gas russo e sul loro transito attraverso l’Ucraina. A dirlo è un portavoce della Commissione europea, secondo il quale Bruxelles si attende che tanto Mosca quanto Kiev rispettino i patti siglati in questo ambito.
In ogni caso, l’Europa è preparata: ci sono circa 40 miliardi di metri cubi di gas stoccati nei suoi depositi, più o meno la metà delle capacità totali. L’energia sarà uno degli elementi del pacchetto di aiuti a cui l’UE sta lavorando in favore dell’Ucraina, che dipende in larga misura dalla Russia e necessità di ammodernare le sue infrastrutture.
Torna anche d’attualità la vendita di gas europeo, attraverso i gasdotti già esistenti, in particolare in provenienza da Ungheria, Romania, Slovacchia e Polonia. L’opzione era saltata in autunno, quando la garanzia da parte del Cremlino di forniture a prezzi stracciati (268,50 dollari per 1'000 m3 invece di 400 dollari) aveva contribuito a far saltare l’accordo di associazione fra i Ventotto e Kiev, che doveva essere firmato a Vilnius.
In previsione della fine delle tariffe preferenziali di cui gode, l’Ucraina ha intanto intensificato le sue importazioni: negli ultimi giorni sono più che raddoppiate rispetto al medesimo periodo del 2013. Il debito con Gazprom, che già ammonta a 1,5 miliardi, non potrà che crescere.
ATS/pon
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