La conferenza di pace di Ginevra 2 che si sta svolgendo mercoledì a Montreux rappresenta un’ ”opportunità di mostrare unità per trovare una soluzione politica per la Siria, dove nel tempo sono state perse moltissime vite”. È quanto ha affermato il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon rivolgendosi alle delegazioni siriane.
Papa Francesco: "Che si possa trovare un fratello da abbracciare"
Sulla stessa linea si è espresso Papa Francesc o , il quale ha invitato tutti a “non risparmiare alcuno sforzo per giungere con urgenza alla cessazione della violenza e alla fine del conflitto”. Ha poi auspicato alla nazione siriana “un cammino di riconciliazione, di concordia e di ricostruzione dove ognuno possa trovare nell’altro non un nemico, ma un fratello da abbracciare”.
Le parole dei capi di Stato occidentali
Il segretario di Stato statunitense John Kerry è intervenuto dicendo che è ora di “affrontare la realtà: Assad non farà parte di questa transizione politica in Siria, poiché un uomo non può tenere un paese intero in ostaggio”.
Il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier dal canto suo ha dichiarato che “nonostante si è di fronte a un progresso nel vedere per la prima volta le parti siriane sedute nella stessa sala, non bisogna aspettarsi un miracolo durante la giornata”.
La ministra degli affari esteri italiana Emma Bonino ha voluto condividere la preoccupazione per la situazione e affermare chiaramente che “la lotta al terrorismo non può giustificare la violazione dei diritti umani e della dignità”.
Il ministro siriano a Ban Ki-moon: "Lei vive a New York, io in Siria"
Sforando i minuti a sua disposizione, il ministro degli esteri siriano Walid al Moualem si è rivolto all’opposizione siriana accusandola di rappresentare una “minaccia per il popolo”. Ha poi puntato il dito contro i “rappresentanti di alcuni Stati stranieri che hanno il sangue dei siriani sulle mani” e che “vogliono distruggere la Siria”. Ha accusato le potenze straniere di “appoggiare il terrorismo e di mettere la popolazione sotto assedio” . Ha concluso poi dicendo che “nessuno dall’estero ha il diritto di rimuovere il presidente Assad”. All’invito di Ban Ki-moon di cessare il suo discorso, ha risposto con fermezza: “lei vive a New York, io in Siria”.
L'opposizione: "gli scopi di Assad sono folli"
Il presidente della coalizione siriana Ahmad Jarba ha risposto di voler combattere il terrorismo e di voler “proteggere la vita delle donne e dei bambini siriani”, poiché è molto più importante degli “scopi folli di un uomo”, riferendosi al presidente del suo paese.
ANSA/ATS/AFP/GTa
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Il punto della situazione sulla presenza in Ticino di profughi siriani, verso i quali è stata mostrata molta solidarietà.
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CSI 18.00 - Il servizio di Pervin Kavalcioglu
RSI Info 22.01.2014, 18:55






