A un mese dal rapimento delle liceali nigeriane da parte dei fondamentalisti islamici di Boko Haram, nei villaggi ci si ribella contro l’oppressione creata da questi ultimi. Mercoledì infatti, gruppi di autodifesa creatisi spontaneamente nei villaggi hanno reagito alle azioni dei miliziani, uccidendone oltre duecento.
Gli scontri si sono verificati in tre Stati nel nord-est della Nigeria, solitamente autentiche roccaforti del gruppo estremista ribelle. La reazione degli abitanti dei villaggi ha portato un duro colpo – oltre che inaspettato – ai combattenti musulmani.
Tra le aree in cui i comuni cittadini hanno deciso di difendersi vi è anche il Borno – regione di cui sono originarie le ragazze sequestrate e per le quali c’è stata un’ondata di mobilitazione internazionale.
Red. MM/ATS







