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Nove morti nelle violenze a Kiev

Centinaia i feriti - Gli scontri tra manifestanti antigovernativi e polizia sono iniziati vicino al Parlamento

  • 18.02.2014, 20:28
  • 4 maggio, 12:55
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  • KEYSTONE

Sette civili e due poliziotti sono morti nelle violenze ricominciate martedì a Kiev quando più di 20'000 manifestanti antigovernativi si sono diretti verso la sede del Parlamento dove avrebbe dovuto iniziare il dibattito sulla formazione di un nuovo Governo e discutere una riforma costituzionale per la riduzione dei poteri presidenziali. I feriti sono centinaia.

Il corteo è stato bloccato a 200 metri dall’edificio da un cordone di agenti antisommossa e gli scontri hanno avuto inizio. Le violenze sono poi continuate nel pomeriggio mentre le forze dell'ordine si dirigevano verso Piazza dell'indipendenza, dove da settimane sono raggruppati i dimostranti.

Ultimatum lanciato dalle autorità

Le autorità hanno lanciato un ultimatum, intimando i rivoltosi a cessare la protesta. Se la pace non sarà ristabilita, verranno adottate "misure severe". Tutte le stazioni della metropolitana della capitale sono state chiuse.

Sede del partito di Ianukovich occupata, poi liberata

Durante i tafferugli qualche centinaio di dimostranti ha inoltre occupato per qualche ora la sede del partito del presidente Viktor Ianukovich dopo averla assaltata con bombe incendiarie. Le forze dell'ordine sono poi riuscite a sgomberare l'edificio.

Municipio di nuovo occupato dai manifestanti

Intanto, in prima serata un gruppo di manifestanti ha di nuovo occupato il municipio di Kiev, che domenica scorsa era stato sgomberato per permettere l'entrata in vigore di un'amnistia per gli insorti.

Sono pure ripresi gli scontri con la polizia, che ha iniziato a premere sui due lati di Piazza Maidan, mentre sono visibili fiammate di bombe Molotov e si sentono scoppi di lacrimogeni

ats/ansa/afp/reuters/ZZ/mrj

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Il mondo guarda a Kiev

Le reazioni sulle violenze a Kiev non si sono fatte attendere. Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per gli ultimi sviluppi nell’ex Stato sovietico, aggiungendo che dev’essere fatto tutto il possibile per fermare la violenza e che “tutte le parti dovrebbero riconoscere che il dialogo politico è l’unica via per risolvere la crisi”, aggiungendo che la soluzione alla crisi "deve includere la formazione di un nuovo governo". La responsabile della diplomazia europea, Catherine Ashton, condannando ogni tipo di violenza, ha esortato le autorità ucraine ad “attaccare il problema alla radice”, mentre il Ministro degli affari esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha invitato le parti a cercare una soluzione politica tramite la discussione. Analoghi appelli alla calma sono giunti anche da Parigi, da Washington, dall'ONU e dalla NATO. Di altra natura invece la reazione della Russia che ha puntato il dito contro l’Occidente. “Gli uomini politici occidentali dall’inizio della crisi chiudono gli occhi sugli atti aggressivi delle forze radicali in Ucraina, incoraggiando in questo modo le provocazioni verso il potere legale”, si legge in un comunicato del Ministero degli affari esteri russo.

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  • RG delle 18.30 - Il servizio di Stefano Grazioli

    RSI Info 18.02.2014, 19:32

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