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Ntaganda accusato di crimini “etnici”

Il capo delle milizie armate FPLC nella RDC deve rispondere di crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi dal suo esercito tra il 2002 e il 2003 nell’Ituri

  • 10.02.2014, 17:42
  • 4 maggio, 12:53
Bosco Ntaganda ha ascoltato quasi impassibile la procuratrice Bensouda

Bosco Ntaganda ha ascoltato quasi impassibile la procuratrice Bensouda

  • KEYSTONE

Bosco Ntaganda, ex capo delle milizie armate FPLC nella Repubblica democratica del Congo (RDC), è stato accusato lunedì dalla procuratrice della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda, di aver commesso, tra il 2002 e il 2003, crimini “etnici” nell'est del paese.

La legale gambiana ha affermato che i crimini perpetrati dalle forze armate di colui che, a causa della sua assenza di pietà, ha ricevuto il soprannome “Terminator”, “ non erano commessi a caso e non erano spontanei”. “Miravano deliberatamente alla popolazione non-Hema dell’Ituri”, una regione nell’est del paese, teatro dal 1999 di violenze e ricca di risorse naturali, tra le quali figura l’oro in particolare, di cui le milizie di Ntaganda volevano prendere il controllo, ha dichiarato Bensouda.

Per la difesa, le accuse sono imprecise : "la procuratrice si muove alla cieca nella speranza di acchiappare qualcosa", ha assicurato Marc Desalliers, l’avvocato del militare di alto grado.

La procuratrice ha tempo fino a venerdì per convincere i giudici che le prove che è riuscita a raccogliere sono abbastanza solide da giustificare un processo. I giudici prenderanno una decisione tra 60 giorni.

Prime accuse per stupro di bambini soldato

Le accuse contro Ntaganda sono le prime mosse dalla CPI che includono il crimine di stupro nei confronti dei bambini soldato.

Il primo a consegnarsi alla CPI

Ntaganda, 41 anni, era uno tra i capi militari della regione dei Grandi Laghi maggiormente ricercati ed è stato il primo a consegnarsi nel marzo 2013 alla CPI. Il militare si era rifugiato nell’ambasciata degli Stati Uniti in Rwanda, dopo la frantumazione della sua milizia congolese, M23, e aveva poi chiesto di essere trasferito alla CPI, che aveva emesso due mandati d’arresto nei suoi confronti.

ATS/AFP/CC

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