In Ucraina stanno arrivando nuove armi dall’estero e i rifornimenti funzionano bene, anche se l’esercito russo bombarda quotidianamente le tratte ferroviarie, probabilmente proprio nel tentativo di ostacolare l’arrivo di nuovi armamenti destinati all’esercito ucraino. È quanto ha rivelato alla RSI il capo della delegazione permanente dell’Ucraina alla NATO, Yegor Chernev (che è pure deputato in Parlamento).
"Il punto principale è che questa cosiddetta operazione speciale e i suoi obiettivi sono cambiati. I russi pensavano di occupare Kiev in tre giorni, poi hanno annunciato che gli obiettivi erano diventati l'occupazione di tutto il Donbass e secondo i nostri dati pensavano di farlo entro il 9 maggio, ma i loro piani sono falliti. Siamo ancora in una situazione difficile, ma li abbiamo bloccati a Nord, a Est, al Sud. Ora stiamo ricevendo sempre nuove armi da Paesi occidentali. Si tratta di armi pesanti come l'artiglieria. E penso che in pochi giorni, forse una settimana o due, ne avremo molte di più e saremo perlomeno in grado di fermare la Federazione Russa. Forse potremo contrattaccare e iniziare la liberazione di quei territori attualmente occupati all'Est e al Sud", spiega Chernev.
Il capo della delegazione permanente dell’Ucraina alla NATO, Yegor Chernev
"Queste armi pesanti cambieranno la situazione al fronte... Cercano di bloccare questi rifornimenti per l'Ucraina, ma abbiamo diversi modi per trasportare queste armi dalle frontiere del nostro Paese fino alla linea del fronte. I nostri servizi delle infrastrutture stanno lavorando bene, ricostruiscono, riparano tutti questi problemi delle nostre ferrovie".
(Ascolta l'intervista integrale nell'audio in testa all'articolo).






