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Pistorius, il verdetto divide

In Sudafrica ondata di reazioni dopo la sentenza nei confronti dell'ex atleta - la corrispondenza

  • 12.09.2014, 19:48
  • Ieri, 13:40
Riabilitato dal Comitato internazionale paraolimpico

Riabilitato dal Comitato internazionale paraolimpico

  • reuters

"Oscar è stato d'ispirazione per milioni di persone: se vorrà tornare a competere ne saremo contenti": la dichiarazione dell'IPC, il Comitato Internazionale Paraolimpico, è una riabilitazione arrivata dopo nemmeno tre ore dal verdetto. Una vera e propria riabilitazione che parte da qui e che probabilmente proseguirà anche in altri campi.

Anche perché una cosa sembra certa: “Blade Runner” difficilmente passerà molti giorni in carcere, forse nemmeno uno. Per saperlo bisogna aspettare il 13 ottobre quando la giudice Thokozile Masipa comunicherà la consistenza della pena per omicidio colposo, che rimane a sua discrezione.

Le reazioni in strada

Sui social network e per la strada le reazioni al verdetto “light” sono feroci: la gente lo vuole dietro le sbarre. Ma già oggi la NPA, l'Autorità che rappresenta la Pubblica accusa, ha fatto sapere che per l'appello aspetterà la determinazione della pena. Il portavoce ha anche detto che “pur non condividendola, rispettiamo la decisione della Corte e riteniamo che l'omicidio colposo sia in effetti un'incriminazione molto seria”.

La Lega femminile dell'African National Congress, che sin dall'inizio si è messa a fianco degli Steenkamp, ha invece espresso la speranza che “il giudice Masipa opterà per una pena appropriata e dura che sia un forte messaggio agli autori di ogni violenza di genere”. Ma anche qui si esprime soddisfazione perché “notiamo che comunque Pistorius non camminerà da uomo libero”.

"La legge non è una scienza esatta"

Magra consolazione che non ferma gli indignati commenti, da quello del docente e Costituzionalista Pierre de Vos, “la legge non è una scienza esatta: ci sono argomentazioni aperte a critiche”, al popolare cabarettista Trevor Noah sbottato in un “se vuoi uccidere qualcuno in Sudafrica usa una pistola e non una mini cooper” facendo riferimento a una sentenza invece esemplare nei confronti di un ragazzo, nero, che fece quattro morti guidando in stato confusionale. A tale Ngwekazi che twitta: “Questo è il motivo per cui nelle township crediamo nella giustizia di strada: la legge ci tradisce sempre”.

Lorella Beretta

Dal TG20:

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