La piattaforma petrolifera oggetto della protesta dei 30 attivisti di Greenpeace finiti in carcere in Russia inizierà la propria attività il prossimo mese. Lo ha reso noto il distretto autonomo siberiano di Nenetski.
La società proprietaria, controllata da Gazprom, ha ribadito che la struttura è tecnologicamente avanzata e rispetta tutti gli standard ecologici internazionali.
Alcuni esperti nutrono però forti dubbi sulla sicurezza. Una fuoriuscita di greggio nell’Artico potrebbe causare danni irreversibili, secondo gli ambientalisti.
Ansa/cos





