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'Profonda sintonia' sulla legge elettorale

Dall'incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è emersa la volontà dei due leader per un modello che favorisca governabilità e bipolarismo

  • 18.01.2014, 22:37
  • 4 maggio, 12:53
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  • ANSA

“C'è una profonda sintonia sulla legge elettorale verso un modello che favorisca la governabilità, il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli. Su questo tema abbiamo condiviso l'apertura ad altre forze politiche. Se nelle prossime ore saranno verificati tutti i dettagli, presenteremo il tutto alla direzione del Pd affinché voti lunedì alle 16”. Queste le prime affermazioni del segretario del Partito democratico italiano Matteo Renzi subito dopo l’incontro con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Con Forza Italia, ha aggiunto Renzi “c'è una seconda intesa che verte sulla trasformazione del Senato in “camera della autonomie” con il paletto che non ci sia una indennità per i senatori e non ci sia la loro elezione diretta e si modifichi il bicameralismo perfetto con l'intesa che il Senato non voti la fiducia al governo”.

Silvio Berlusconi, in una nota, ha precisato che “l'accordo con Renzi prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un'ottica di semplificazione dello scenario politico. Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa.

ATS/ANSA/Swing

La futura legge elettorale

Le indicazioni sulla futura legge elettorale spingono gli osservatori a ritenere che la base di partenza del confronto potrebbe essere un modello a circoscrizioni plurinominali, sullo stile spagnolo, ma con assegnazione dei seggi su base nazionale, simile al modello tedesco. Il segretario del Pd ha usato per quattro volte il termine “profonda sintonia” a proposito dell'odierno incontro con Berlusconi, il che farebbe pensare al modello spagnolo, caro al Cavaliere. Tuttavia lasciando libertà anche ad alte forze politiche di contribuire alla stesura del testo, si potrebbe arrivare a circoscrizioni plurinominali piccole, in cui si eleggono 5-6 deputati con liste bloccate, su base proporzionale all'interno della stessa circoscrizione. Tale sistema ha una soglia di sbarramento implicita altissima, del 10-15%, il che manderebbe in Parlamento solo i tre partiti maggiori. Ma se alle circoscrizioni plurinominali piccole si associa l'assegnazione dei seggi su base nazionale (senza la dispersione dei voti delle circoscrizioni, che si recuperano), i partiti medi potrebbero accedere al Parlamento. Sempre secondo gli addetti ai lavori la “profonda sintonia” va forse interpretata con l'accordo ad evitare le preferenze (che inseriscono una competizione interna ai singoli partiti), in favore di listini bloccati di 5-6 candidati, che secondo la recente sentenza della Consulta italiana non sarebbero incostituzionali.

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