I sette militanti, tra cui due svizzeri, che hanno aiutato un gruppo di profughi a entrare illegalmente dall'Italia in territorio francese lo scorso aprile rischiano la galera. L'accusa, nel processo che si è aperto giovedì al tribunale correzionale di Gap (Hautes-Alpes), chiede fino a 4 mesi da scontare per due imputati con precedenti. Fuori dall'aula, circa 850 persone si sono radunate per manifestare solidarietà.
I sette sono accusati di aver facilitato l’entrata irregolare in Francia di una ventina di migranti e di averli aiutati a passare la dogana tra Italia e Francia nei dintorni di Briançon durante una marcia contro il blocco di una strada tra i due Paesi messo in atto da un gruppo ostile all’accoglienza di profughi su suolo francese.
Il procuratore Raphaël Balland, ritenendo la marcia di solidarietà solo una scusa per permettere ai migranti di superare la frontiera, ha chiesto 12 mesi di carcere (dei quali otto sospesi) per i due accusati con precedenti condanne e 6 mesi sospesi per gli altri cinque. Tutti devono rispondere di atti di violenza e ribellione contro le forze dell’ordine.
ATS/AFP/Swing





