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Quando gli aerei sono costretti a sorvolare l’Afghanistan

Con la chiusura dei cieli per i conflitti, alle compagnie europee restano solo due corridoi verso l’Asia: la rotta che passa sopra il territorio afghano non dispone di un controllo del traffico

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I cieli sono diventati più stretti

I cieli sono diventati più stretti

  • Immagine d'archivio Imago
Di: Pa.St. 

Con i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, i cieli si fanno sempre più stretti. E aumentano le compagnie che scelgono di sorvolare l’Afghanistan per collegare l’Europa all’Asia. Una scelta che viene considerata impegnativa, poiché si tratta di un territorio che non dispone di un controllo del traffico aereo e in cui un atterraggio d’emergenza sarebbe molto rischioso, come scrive la SonntagsZeitung.

La situazione

Dal febbraio del 2022 le compagnie aeree europee non possono più sorvolare la Russia: lo spazio aereo è infatti stato chiuso in risposta alle sanzioni europee per la guerra in Ucraina. Un provvedimento tuttora in vigore e a cui di recente si è aggiunta la chiusura dei cieli anche in Medio Oriente dovuta all’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Ecco allora che, per raggiungere l’Asia, alle compagnie europee restano al momento soltanto due corridoi: la rotta sud che sorvola la Penisola arabica e quella nord che passa sopra l’Afghanistan. E sono diversi i velivoli che scelgono quest’ultima, per esempio il volo Swiss LX154 tra Zurigo e Mumbai che, come scrive il domenicale, di recente ha sempre percorso il corridoio nord.

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Un corridoio impegnativo, in quanto nei cieli afghani i piloti non possono fare affidamento a nessun controllo del traffico aereo: devono informarsi attivamente a vicenda su altitudine, posizione e velocità. E sempre a causa della mancanza di controllori di volo, sopra il Paese i velivoli internazionali devono mantenere una distanza di quindici minuti l’uno dall’altro. Nonostante i servizi limitati, aggiunge la SonntagsZeitung, per il sorvolo i talebani chiedono 700 dollari.

La compagnia aerea Swiss, interpellata dal domenicale in merito al sorvolo dell’Afghanistan, fa sapere che “la preparazione a queste procedure fa parte della regolare formazione dei piloti, in fase teorica e poi anche nella pratica nel simulatore e nell’introduzione alla rotta a bordo del velivolo”.

Michael Petry, membro del gruppo di lavoro Security del sindacato tedesco dei piloti, ha di recente detto che “a causa del mancato supporto da parte del controllo di volo, una parte della responsabilità si sposta sulla cabina di pilotaggio”.

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