Il referendum per l'indipendenza della regione autonoma del Kurdistan "è anticostituzionale". Lo ha stabilito la Corte suprema irachena lunedì, "annullando tutte le conseguenze e i risultati che ne sono derivati". E' questo l'ultimo episodio della crisi in atto tra Baghdad ed Erbil, nata in seguito alla consultazione, organizzata il 25 settembre 2017 (anche grazie al presidente della Regione autonoma, Massoud Barzani), contro il parere delle autorità federali.
Da allora, ai primi di novembre, Barzani ha lasciato il suo posto dopo aver perso quasi tutte le zone contese e tutte le risorse petrolifere, che potrebbero garantire la redditività economica di un ipotetico Stato curdo.
Il Kurdistan, messo alle strette, sta ora cercando di fare pressioni sul Parlamento sta riesaminando il bilancio federale per il prossimo anno, compresa la quota che sarà riservata alla regione autonoma.
Il 16 ottobre, il Governo iracheno e le forze paramilitari sono entrati in azione per riconquistare tutte le aree contese, cioè rivendicate sia dal Governo regionale curdo che da Baghdad.
ATS/M. Ang.





