Scade alla mezzanotte di oggi, martedì, l’ultimo termine per presentare la richiesta di regolarizzazione per i lavoratori immigrati irregolari in Spagna.
Il Ministero della migrazione spagnolo non ha ancora reso noto le cifre ufficiali, ma stando alle parole del primo ministro Pedro Sánchez sono state inoltrate oltre un milione di richieste di regolarizzazione dall’apertura della procedura, lo scorso aprile. Un numero nettamente superiore alle aspettative, che stimavano le richieste tra le 500’000 e le 700’000.
Nell’ambito di questo piano di regolarizzazione di massa, le autorità hanno ora tre mesi di tempo per esaminare le domande e, nel caso, rilasciare un permesso di soggiorno e di lavoro valido esclusivamente in Spagna. Condizione necessaria per i richiedenti: dimostrare di aver trascorso almeno cinque mesi sul territorio prima del 2026 e di non avere precedenti penali.
Grazie alla regolarizzazione, chi finora ha lavorato illegalmente in Spagna potrà ora versare i contributi al sistema di previdenza sociale.
Un lavoro enorme
Persone in fila per ricevere i documenti in vista dell'avvio del processo di regolarizzazione di massa dei migranti in Spagna. La foto è dello scorso aprile
Il boom di richieste ha messo a prova l’apparato amministrativo del governo, che ha chiesto la collaborazione di associazioni, patronati e sindacati.
“Abbiamo valutato oltre 7’500 richieste: possono sembrare poche rispetto al numero effettivo di domande, ma dietro ogni richiesta c’era un intero nucleo familiare, non una sola persona”, ha spiegato ai microfoni di Seidisera Sofia Castillo, segretaria della confederazione sindacale Comisiones Obreras (CCOO). «Abbiamo aiutato intere famiglie, spesso numerose, a richiedere la regolarizzazione anche per figli minorenni».
I richiedenti potevano rivolgersi al sindacato in tre modalità differenti: “Abbiamo adottato tre linee di contatto per chi voleva rivolgersi a noi”, illustra Castillo. “Poteva farlo tramite appuntamento presso le sedi dei nostri centri presenti su tutto il territorio spagnolo, oppure online, oppure ancora sul canale WhatsApp”.
Molte richieste hanno subito ritardi a causa di alcuni governi stranieri, che hanno tardato nel consegnare ai lavoratori la documentazione necessaria.
Un’eccezione in Europa
Favorevole a una politica di accoglienza, il governo di sinistra del primo ministro Pedro Sánchez rappresenta un’eccezione in materia di immigrazione all’interno dell’Unione europea, in controtendenza rispetto all’inasprimento adottato da numerosi Paesi.
“Vogliamo che il mondo veda la Spagna come un Paese che rispetta, tutela e garantisce i diritti umani”, ha affermato martedì Sánchez, definendo la misura “una decisione positiva per la nostra economia”, pur riconoscendo “le sfide” legate all’integrazione.
Il piano rappresenta, ha proseguito il premier, “una tappa fondamentale per far emergere dall’invisibilità una realtà che esiste nel nostro Paese, quella di centinaia di migliaia di persone che vivono tra noi”, nella difesa di una politica migratoria definita “legale, sicura e ordinata”.
Una misura che pensa anche all’economia del Paese
Migranti al lavoro all'interno di una serra nella provincia di Almería
Il decreto emanato dal governo Sánchez ha anche un risvolto economico. L’immigrazione è “necessaria” per sostenere “le esigenze dell’economia” spagnola, una delle più dinamiche d’Europa. Il premier ha pure evocato l’invecchiamento della società: senza immigrazione, ha spiegato, “la Spagna perderebbe il 19% del proprio PIL nel 2050”.
L’approccio ha infatti raccolto i favori del padronato, mentre ha suscitato la ferma opposizione delle forze di destra e di estrema destra.
I numeri della migrazione in Spagna
In Spagna, una delle principali porte d’ingresso dell’immigrazione in Europa, nel 2025 sono entrati circa 37’000 migranti irregolari, una cifra in forte calo rispetto al 2024 (-42,6%), secondo il Ministero dell’Interno.
Da inizio 2026 oltre 10 milioni di persone nate all’estero vivevano nel Paese, su una popolazione totale di circa 50 milioni di abitanti, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INE).







