Dopo annunci e smentite ora è ufficiale: a Kumanovo le armi hanno smesso di sparare. Il conflitto tra la polizia e un gruppo di uomini armati nella città macedone al confine con con Serbia e Kosovo, si è concluso con la “neutralizzazione di tutti i terroristi”.
Gli scontri a fuoco
RSI Info 10.05.2015, 18:18
A dichiararlo, nel corso di un incontro con la stampa, è stato il portavoce del ministero dell’interno a Skoje, Ivo Kotevski.
Nel conflitto armato, tra sabato e domenica, almeno 22 persone sono morte. Si tratta di 14 miliziani ancora da identificare e 8 poliziotti. Altre 37 persone, tutti agenti, sono rimaste ferite. Nel corso del rastrellamento le forze dell’ordine macedoni hanno trovato “un grande arsenale” e il gruppo ribelle era composto da "una quarantina di ribelli che intendevano pianificare attacchi alle istituzioni locali", ha sottolineato il portavoce del Governo.
Le prime immagini dell'intervento delle forze armate
RSI Info 10.05.2015, 18:20
"Vogliamo la Repubblica di Iliria"
Intanto emergono le prime indiscrezioni sull’identità dei guerriglieri che hanno sferrato sabato l’attacco nel nord della Macedonia. Stando a indiscrezioni di stampa si tratterebbe di formazioni della guerriglia albanese vicine all’UCK, l’Esercito di liberazione del Kosovo.
La fine delle operazioni militari
RSI Info 10.05.2015, 20:04
L’operazione militare potrebbe non essere l’unica, viene denunciato in un documento nel quale si sottolinea che : “Quello di Kumanovo è stato solo l'inizio, e una vera e propria guerra alla Macedonia comincerà il 12 maggio prossimo. Se le autorità macedoni non accetteranno la nuova Repubblica di Iliria, il paese sarà distrutto insieme al resto dei Balcani”.
ATS/bin
Dal TG20
Dal TG12:30
Per saperne di più:
A Kumanovo si spara ancora
Resa dei miliziani in Macedonia
Scontri a fuoco in Macedonia






