La Camera dei rappresentanti ha raggiunto un’intesa – a due ore dal termine ultimo – evitando così il “disastro default” negli Stati Uniti. I “sì” sono stati 285 (144 i “no”). Il Senato, in precedenza, si era pure espresso in favore dell’intesa con 81 “sì” e 18 “no”.
Oggi, dunque, riapre lo Stato federale dopo che mercoledì, sotto gli occhi preoccupati del mondo, Washington ha vissuto l'ennesima giornata convulsa segnata da trattative continue, pur di evitare il fallimento tecnico della prima potenza economica mondiale.
I contenuti dell’intesa sono noti da tempo: la riapertura dello Stato federale sino al 15 gennaio, l'innalzamento del tetto del debito sino al 7 febbraio e modifiche fiscali marginali alla riforma sanitaria, la controversa "Obamacare". Una sorta di tregua che, secondo alcuni osservatori, non risolve i problemi ma li rinvia di qualche mese. Un risultato non da poco, visto che senza un'intesa il rischio era il disastro.
In fumo 24 miliardi di dollari
Dopo 16 giorni di shutdown, riprendono dunque i servizi federali e 800'000 statali tornano al lavoro almeno fino a metà gennaio. Queste due settimane sono costate all'economia americana - secondo le prime stime di Standard & Poor's - almeno 24 miliardi di dollari.
La comunicazione dell'intesa raggiunta ha fatto subito balzare in avanti la borsa di Wall Street, con 200 punti Dow Jones di rialzo in pochi minuti. In chiusura il guadagno si è fissato all'1,35% per l'indice principale e all'1,20% per il Nasdaq.
Svizzera tra i principali creditori degli USA
Dati ufficiali del Dipartimento del tesoro mostrano quali sono i maggiori creditori degli Stati Uniti: al primo posto vi è la Cina con 1'300 miliardi di dollari, al secondo il Giappone con 1'100 miliardi. Nel Vecchio Continente il paese che investe maggiormente in titoli di Stato americani è la Svizzera, con 178 miliardi. Seguono il Belgio, la Gran Bretagna e il Lussemburgo.
Red MM/bin-mas-cos
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"Pronto a lavorare con tutti"
"I democratici non hanno il monopolio delle buone idee. Sono pronto a lavorare con tutti, ma evitiamo di governare tra una crisi e l'altra: gli eletti riguadagnino la fiducia degli elettori". Si è espresso così Barack Obama poco dopo l’intesa che ha evitato il default. Il capo della Casa Bianca ha firmato le misure varate da Senato e Camera, annunciando per giovedì un discorso alla nazione.
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RG 08.00 - La corrispondenza
RSI Info 17.10.2013, 10:09
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