Il magazzino di Jose Bonilla, titolare di una società che acquista, ripara e rivende ai ristoratori attrezzature di seconda mano, non c’è quasi più neanche lo spazio per camminare.
“Tra forni, frigoriferi, griglie e altri elettrodomestici, ci saranno almeno 2mila pezzi qui dentro e continuo a ricevere offerte per ritirare altri inventari, ma non ho spazio, né il personale sufficiente per smaltirlo”, spiega il banditore di San Leandro, in California. “Molti chiamano disperati perché si avvicina la data per il pagamento dell’affitto e non hanno più liquidità”.
La National Restaurant Association sta cercando di rinegoziare con il nuovo Governo un pacchetto di aiuti per i ristoranti, il 17% dei quali – oltre 110mila in tutto il Paese – lo scorso anno, ha chiuso i battenti a causa della pandemia.
Una tragedia che però per José e tutto il suo settore è una miniera d’oro. Le attrezzature acquistate a poco prezzo vengono rivendute soprattutto agli imprenditori che hanno puntato tutto sul cibo d’asporto e che sono in forte espansione.





