È il caso di dirlo, l'abito non fa il monaco. Lo sanno bene i militari della guardia di finanza di Roma che hanno inferto un altro duro colpo al narcotraffico internazionale individuando, sotto le mentite spoglie del "prete missionario", uno dei più insospettabili corrieri appartenente ad un’organizzazione criminale che importa stupefacenti in Italia.
L'uomo, con tanto di collarino ecclesiastico, ai controlli ha detto - falsamente - di essere cittadino americano, giunto a Roma dopo impegnativi viaggi missionari. Durante l'ispezione del bagaglio il finto prete ha pure brandito il crocifisso minacciando di scomunica i finanzieri che, a suo dire, stavano commettendo un sacrilegio, come testimonia un video pubblicato sabato dalle fiamme gialle.
La conferma dei sospetti è giunta con la perquisizione della borsa porta computer che celava, in appositi doppifondi, circa tre chilogrammi di eroina purissima destinata ad alimentare il mercato del litorale romano. La droga poteva fornire circa 25'000 dosi e guadagni per un milione di euro.
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