Un agente segreto francese, incaricato di scovare potenziali cellule jihadiste, aveva identificato un individuo a rischio. “Simpatizzante dell’Islam radicale, residente nell’Ile de France e già sorvegliato dalla Direzione generale per la sicurezza interna” sono le generalità che avrebbe voluto comunicare via messaggio ad un collega. Poco dopo aver premuto “invia”, però, una chiamata lo ha riportato alla realtà.
All’altro capo del telefono, come raccontato da M6, non vi era un’autorità, bensì il sospettato. Durante la conversazione, il presunto jihadista lo ha definito “incompetente” in materia di spionaggio. Lo 007 aveva infatti confuso il destinatario, inviando l’SMS non alla polizia, ma a colui che stava monitorando.
Questo, nei giorni successivi, non ha mancato di riferire all’insieme dei suoi interlocutori che erano tutti sotto osservazione, mandando all’aria la delicata inchiesta delle forze di sicurezza.
ATS/sulma





