Sono ancora migliaia, tra civili e ribelli, questo sabato, le persone che attendono di poter lasciare la città siriana di Aleppo dopo l’interruzione, venerdì, dell’evacuazione iniziata qualche giorno fa (circa 8'500 persone avevano potuto lasciare la città assediata) sulla base di un accordo tra il regime di Damasco e la Russia.
Un responsabile dei ribelli ripreso dall’agenzia di stampa AFP, ha assicurato che un nuovo accordo per riprendere l’evacuazione è stato sottoscritto nelle ultime ore ma dal regime di Al Assad non giungono conferme. L’esercito siriano aveva interrotto le operazioni di sfollamento accusando i ribelli di non rispettare l’accordo e di aver aperto il fuoco a più riprese.
Stando all’inviato ONU per la Siria Staffan de Mistura tra ci sarebbero ancora 40-45'000 persone bloccate: di queste 1’500-5'000 sono combattenti con le loro famiglie, 40'000 civili in condizioni molto difficili complici il freddo pungente, la mancanza di acqua e di viveri. A supervisionare le partenze sono presenti numerosi collaboratori della Croce Rossa internazionale.
ATS/AFP/Swing
Aleppo devastata
Dopo anni di combattimenti e un assedio di oltre 4 mesi, un’offensiva particolarmente cruenta per liberare la città dalla presenza degli insorti era stata lanciata a metà novembre. L’esercito siriano e le milizie alleate hanno riconquistato nelle ultime settimane oltre il 90% dei quartieri controllati dai ribelli dal 2012. Gli incessanti bombardamenti delle forze di Al Assad hanno causato la morte e il ferimento di centinaia di persone e hanno costretto alla fuga almeno 100'000 abitanti della seconda città siriana. Quando le evacuazioni saranno terminate, Dmasco sarà in grado di affermare di aver ripreso il controllo completo su Aleppo.
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