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Scontro tra Corte suprema e Trump

Monito al presidente americano: "Rispetti l'indipendenza dei magistrati". La replica del tycoon: "I giudici di Obama esistono"

  • 22.11.2018, 08:20
  • 4 maggio, 20:38
Il presidente americano Donald Trump
01:23

RG 07.00 del 22.11.2018 La corrispondenza di Emiliano Bos

RSI Info 22.11.2018, 07:59

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Il presidente statunitense Donald Trump ha aperto un nuovo, clamoroso, fronte di scontro che rischia di portare a una gravissima crisi istituzionale tra Casa Bianca e Alta Corte. Trump, infatti, ha puntato il dito contro il giudice federale Jon Tigar, che ha bloccato la stretta sul diritto di asilo, definito uomo di Barack Obama solo perché a nominarlo fu l'ex presidente. Ma il tycoon si è spinto anche oltre, chiamando l'intera corte distrettuale di San Francisco "una vergogna" per il paese.

Troppo per il presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti, John Roberts, che è intervenuto con una dichiarazione affidata alla stampa. "Non ci sono giudici di Obama o giudici di Trump o giudici di Clinton, ma solo uno straordinario gruppo di giudici federali dediti a fare il loro dovere", afferma il magistrato, sottolineando come "l'indipendenza e l'integrità della magistratura nel nostro paese è un cosa di cui tutti dovremmo essere grati". Il responsabile del massimo organo giurisdizionale d'America, 63 anni, conservatore, era stato nominato da George W. Bush.

È la prima volta che il leader della Corte Suprema sferra un attacco simile contro un presidente.

Il monito di Roberts colpisce Trump mentre gioca a golf nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, dove si è recato per le celebrazioni del Thanksgiving. Trump replica su Twitter a stretto giro di posta: "Mi dispiace, ma i giudici di Obama esistono davvero e hanno un punto di vista molto diverso dalla gente incaricata di garantire la sicurezza del nostro paese".

Dobbiamo ricordare che durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2016 l'allora candidato Trump criticò duramente Roberts per aver dato nel 2012 il voto decisivo che salvò l'Obamacare, l'odiata riforma sanitaria di Barack Obama. Ma gli attacchi di Trump alla magistratura, da quando è alla Casa Bianca, non si contano, come quando si scagliò contro il giudice di origini ispaniche che indagava sulla Trump University definendolo "un messicano" non in grado di giudicare in maniera equa. O come la volta che, reagendo al blocco del bando sui musulmani, parlò di magistratura politicizzata.

ATS/M. Ang.

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