Si sono aperti in Burundi i seggi per le elezioni parlamentari. I partiti di opposizione hanno deciso di boicottare il voto, ritenendo incostituzionale la decisione del presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi per un terzo mandato alle presidenziali che si terranno a luglio. Gli anti-Nkurunziza e la comunità internazionale denunciano inoltre un clima di paura e intimidazione instaurato dal regime al potere.
Dal canto suo l’Unione africana ha fatto già sapere che non svolgerà il ruolo di osservatore poiché “non ci sono le condizioni per l’organizzazione di un voto libero, trasparente e credibile”.
Seggi attaccati
Nella notte alcuni seggi sono stati attaccati, ma il materiale elettorale, ha comunicato la polizia, non è stato danneggiato.
Suddivisione precisa tra etnie
Sono 3,8 milioni gli elettori chiamati a scegliere 100 deputati, ai quali andranno ad aggiungersi tre membri dell’etnia ultraminoritaria dei twa, che rappresenta l’1% della popolazione del paese. Secondo la Costituzione, il Parlamento deve essere composto al 60% da deputati hutu (l’85% dei burundesi) e al 40% da tutsi (il 15% degli abitanti). Il 30% dei componenti deve inoltre essere donna.
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