Quando Lara Lugli, giocatrice di pallavolo del Pordenone, è rimasta incinta, ha immediatamente scisso il contratto con la squadra, come vuole la prassi. La società, però, oltre a non pagarle l’ultimo salario che le doveva, ha anche deciso di chiederle un risarcimento danni per perdita di punti e sponsor. Stando al Pordenone, “successivamente al suo ritiro la squadra ha accusato un calo di risultati, posizionandosi al termine del campionato ben lontana dall’obiettivo che la società e gli sponsor si erano prefissati”.
“Questo la dice lunga di com’è sbagliato il sentire e il modo di pensare” in Italia, spiega il giornalista sportivo italiano Alessandro Antinelli. “La gravidanza non può essere un danno, non può essere un infortunio, non può essere un problema” per le atlete. Un problema che, però, esiste ancora e riguardo al quale c’è bisogno, spiega la diretta interessata “guardarsi allo specchio e dire [che così] non va bene”.
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