Sono almeno 153 le persone che nella notte tra sabato e domenica sono morte durante i festeggiamenti di Halloween a Seul, nella Corea del Sud. Una tragedia che si è verificata per le strade del quartiere di Itaewon, dove erano presenti almeno 100'000 persone: dopo due anni di pandemia, si trattava del primo evento di Halloween senza alcuna restrizione Covid. Ma all'improvviso lungo una delle vie più strette la folla ha iniziato a crescere a dismisura. E a quel punto è iniziato il caos, in cui sono stati registrati anche 82 feriti e 355 persone disperse.
L'avvistamento di una celebrità?
Tutto è successo, secondo quando riportano i media sudcoreani, quando la folla si è ritrovata intrappolata in una stretta via che dalla stazione della metropolitana porta a una popolare strada nelle vicinanze dell'Hamilton Hotel. Si parla di un vicolo in leggera pendenza lungo 41 metri e largo quattro. Secondo un testimone sopravvissuto ai fatti, citato dal Korea Times, il numero dei presenti è cresciuto a tal punto che le persone erano ormai completamente bloccate, senza una via di fuga. Stando ad alcuni media, il caos sarebbe stato generato dall'avvistamento di una celebrità non meglio identificata.
Tutto ha avuto inizio in questo vicolo
Fatto sta che la situazione è degenerata e si è poi rivelata fatale quando in mezzo alla folla alcune persone sono cadute, andando inevitabilmente a spingere altri presenti. È così che si sarebbe innescato un effetto domino, con la pressione che aumentava lungo la discesa. In molti sono dunque stati schiacciati dalla massa, hanno avuto difficoltà a respirare e hanno perso conoscenza.

Tragedia di Halloween in Corea del Sud
Telegiornale 30.10.2022, 13:30
Gli interrogativi del giorno dopo
All'indomani dei fatti, le autorità si interrogano su come la tragedia sia potuta avvenire. E soprattutto se si poteva evitare. Anche considerando che la polizia ha dispiegato meno agenti del previsto, in quanto impegnati in altre zone della città dove si erano tenute delle manifestazioni politiche.
I festeggiamenti di Halloween a Itaewon erano stati molto pubblicizzati ed erano previste molte presenze, in particolare perché non vi erano più restrizioni quali l'obbligo di mascherina e il distanziamento sociale. Tuttavia, durante un incontro con la stampa il ministro dell'Interno Lee Sang-min ha affermato che la presenza di più agenti di polizia e vigili del fuoco non avrebbe potuto evitare la tragedia. Non si trattava inoltre di un evento di dimensioni maggiori rispetto a quelli che avevano avuto luogo nel periodo prepandemico.
Non è nemmeno possibile individuare un responsabile, poiché "si trattava di un evento volontario, senza un'organizzatore" come ha spiegato dalle frequenze della radio nazionale Yeom Gun-woong, professore del Dipartimento di polizia e dell'Amministrazoine dei vigili del fuoco dell'Università U1.
Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol sul luogo della tragedia
Almeno 26 vittime straniere
Il bilancio della tragedia è al momento di 153 morti e 82 feriti, oltre a 355 dispersi. La vittima più giovane è un sedicenne. Tra i morti si contano anche almeno 26 cittadini stranieri, provenienti soprattutto dalla Cina e dal Sud-Est asiatico, ma anche da Stati Uniti, Francia, Austria, Australia, Iran, Uzbekistan, Russia e Norvegia.
Per ora nessuno dalla Svizzera, come ha fatto sapere il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che è in stretto contatto con le autorità locali. Sabato sera, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis aveva affidato a Twitter il suo pensiero per le persone interessate dalla tragedia.
Nel frattempo il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha annunciato un periodo di lutto nazionale. "È davvero orribile" ha detto in un discorso alla nazione. E ha aggiunto che "la tragedia e il disastro di sabato non sarebbero mai dovuti accadere".
Fiori per le vittime
Tragedia di Halloween a Seul
RSI Info 30.10.2022, 00:42





