Secondo una fonte diplomatica occidentale e fonti dell'opposizione il presidente siriano Bashar al-Assad si sarebbe spostato nella città di Latakia, sulla costa mediterranea, per dirigere la risposta all'assassinio di 3 dei più importanti dirigenti del regime.
Nel feudo di Latakia
Bashar al Assad non ha fatto apparizioni dopo l'attentato a Damasco che ha ucciso suo cognato, il ministro della Difesa e un importante generale responsabile della repressione della ribellione. Non è chiaro se si sia spostato a Latakia prima o dopo l'attacco. Sulle alture della città sul Mediterraneo Assad possiede un palazzo presidenziale e potrebbe quindi rimanerci per diversi giorni. La provincia di Latakia è un feudo della minoranza alauita, una branca sciita alla quale appartiene Bashar al Assad ed il suo clan. Anche sua moglie si sarebbe trasferita e secondo quanto riporta il Guardian si troverebbe in Russia.
Nel cuore della città
Testimoni riferiscono che nuove forti esplosioni scuotono oggi Damasco, in particolare nell'area di Mazzeh, dove hanno sede importanti edifici governativi, tra cui la TV di Stato. Ai dipendenti di quest'ultima l'Esercito Libero Siriano (ESL) ha lanciato un ultimatum affinché, prima di un attacco, lascino «immediatamente» l'emittente. Il centro della città è presidiato da mezzi blindati e ci sono numerosi posti di blocco mentre migliaia di abitanti cercano di abbandonare la capitale, teatro di scontri fin da domenica scorsa.
Ieri oltre 200 morti a Damasco
Intanto l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo afferma che nelle violenze della sola giornata di ieri in Siria in tutto sarebbero rimaste uccise 214 persone, compresi i 3 alti ufficiali uccisi in un attentato nella capitale. 124 sarebbero i civili morti, 62 i soldati e 28 i ribelli. Solo a Damasco i morti sarebbero stati 37 ieri e già 6 oggi.
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