Sono entrati ed usciti da porte separate e tra loro non hanno nemmeno parlato. E' un clima glaciale quello in cui sabato si è svolta a Ginevra la prima giornata di negoziati tra governo e opposizione siriana. Non c’è stato alcun accordo. “Ma continueremo, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, se tutto va bene”, ha detto il mediatore internazionale Lakhdar Brahimi, al quale le due delegazioni si sono rivolte separatamente.
Per quasi tre ore - una in mattinata e due nel pomeriggio – i rappresentanti delle due parti sono rimasti seduti nella stessa stanza. Evitando discussioni di carattere politico sul futuro della Siria, che avrebbero portato a un fallimento immediato, Brahimi ha cercato di affrontare questioni pratiche. A partire da quelle umanitarie, con particolare riferimento alla disperata situazione dei civili nella città vecchia di Homs, assediata dalle forze governative.
I colloqui riprenderanno domenica per affrontare “la situazione dei prigionieri e delle persone rapite”, ha fatto sapere l'inviato speciale dell'Onu e della Lega Araba.
Intanto sul terreno i combattimenti non cessano. Sabato mattina l’esercito ha compiuto raid aerei sulle posizioni dei ribelli nelle province di Damasco e Aleppo, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Scontri sono avvenuti tra ribelli e forze governative in alcuni quartieri periferici della stessa Damasco con perdite da entrambe le parti.
Ansa/Diem
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RG 18.30 L?intervista di Manjula Bhatia a Ghassan Salam?, consigliere speciale del segretario generale dell'Onu, decano dell?Istituto di studi politici di Parigi ed ex ministro libanese
RSI Info 25.01.2014, 22:27




