La coalizione guidata dagli Stati Uniti e sostenuta da alcuni paesi arabi, ha colpito, nella notte tra mercoledì e giovedì, una serie di raffinerie, una delle principali fonti di sostentamento dei miliziani dell’autoproclamato Stato Islamico. Secondo le stime fornite dal Pentagono, le istallazioni petrolifere fruttano quasi due milioni di franchi al giorno ai jihadisti.
Sempre il Pentagono, ha dichiarato che agli attacchi hanno partecipato anche Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Negli nuovi raid notturni sono rimasti uccisi 14 jihadisti e cinque civili, stando a quanto dichiarato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.
Le forze riunite
In mattinata la Francia ha annunciato di valutare la possibilità di partecipare alle missioni in Siria, oltre che in Iraq. Il Belgio, dal canto suo, ha messo a disposizione della coalizione internazionale sei aerei da guerra. Hanno fatto lo stesso i Paesi Bassi, che hanno anche dato la loro disponibilità a fornire 250 militari. La Turchia e la Grecia, dal canto loro, hanno hanno annunciato la disponibilità a fornire sostegno militare o logistico. Il premier Cameron, infine, ha convocato per venerdì il parlamento in seduta straordinaria, per decidere la partecipazione di Londra agli attacchi in Siria e Iraq.
ATS/AFP/REUTERS/FrCa
Dal TG12.30
PP 12.00 25/09/2014 Il servizio di Emiliano Bos
RSI New Articles 25.09.2014, 14:22
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