Bastano poche migliaia di euro per comprare una donna siriana, anche minorenne, ma soprattutto disperata perché in fuga dal suo Paese e rifugiata in un campo profughi. E’ la denuncia che muovono talune organizzazioni per la difesa dei diritti umani arabe tornate sul piede di guerra dopo la recente comparsa su Facebook di una pagina chiamata “Rifugiate siriane da sposare”. Quest’ultima, ormai chiusa, ha raccolto migliaia di seguaci.
Il fenomeno non è nuovo: già dall'anno scorso erano emersi scioccanti notizie di giovani siriane rinchiuse nei campi profughi giordani, turchi e iracheni, vendute a uomini di diversi Paesi arabi, soprattutto quelli del Golfo. Le denunce riguardavano anche casi di violenze e molestie sessuali persino su ragazzine di dodici e tredici anni.
Dietro questo traffico di esseri umani non ci sono solo gruppi criminali ma anche i famigliari delle vittime, “incoraggiati”, a volte, da organizzazioni non governative locali che distribuiscono aiuti nei campi e che hanno accesso ai casi più disperati.
ATS/CC


