È iniziata sabato l’operazione di depistaggio di massa voluta dal Governo slovacco, che ha deciso di testare tutti i cittadini al di sopra dei 10 anni. Il paese ha una popolazione totale di cinque milioni e mezzo di persone.
La risposta degli slovacchi è stata massiccia: 2'581'131 persone hanno effettuato il tampone nella sola giornata di sabato, ha reso noto il ministro della difesa Jaroslav Nad. Lunedì, la cifra ha superato i tre milioni, di cui oltre l’1% è risultato positivo.
L’operazione non è obbligatoria. Tuttavia, chi non decide di non partecipare deve osservare un confinamento con obbligo di telelavoro.
Sfida logistica
Della logistica si è occupato l’esercito, che deve gestire circa 5'000 siti di test, oltre 40'000 medici più personale amministrativo e 5'000 volontari. L’operazione sarà realizzata nell’arco di due weekend.
Un centro di depistaggio a Bratislava.
Aiuti sotto forma di personale e materiale sono stati forniti da Austria e Ungheria, che guardano con interesse all’esperimento slovacco e alle sue possibili conseguenze. Il resto dell’Unione Europea non è da meno.
I contagi nel Paese sono aumentati vertiginosamente nelle ultime settimane. Si contano attualmente più di 55’091 positivi e 200 morti, numeri nettamente inferiori rispetto ad altri Paesi europei, ma le autorità sostengono che se non si interviene adesso, si rischia un sovraccarico negli ospedali a novembre.





