La polizia ucraina in tenuta antisommossa ha sgomberato con la forza sabato mattina i manifestanti dell’opposizione filoeuropea radunatisi nel centro di Kiev. Il bilancio dell’operazione è di decine di feriti e oltre 30 arresti. Per disperdere la folla le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeni e manganelli.
Erano un migliaio i dimostranti rimasti sulla Piazza dell’Indipendenza verso le 05.00, dopo che venerdì sera il loro numero aveva superato i 10'000. Da giorni è in corso una protesta contro la decisione del Governo di non firmare un accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Unione Europea.
L'opposizione chiede le dimissioni del presidente
Secondo fonti dell’opposizione vicine all’ex premier Iulia Timochenko, l’ordine di sgombero è stato dato direttamente dal presidente Viktor Ianukovitch, le cui dimissioni sono state chieste a più riprese. In un testo letto dalla figlia, la leader dell’opposizione - che sta scontando una controversa condanna di sette anni - ha invitato gli ucraini a continuare a manifestare pacificamente fino a che il governo non sarà rovesciato.
Le relazioni diplomatiche s'incrinano
La violenta repressione potrebbe costare cara ai vertici del paese a livello diplomatico. In mattinata sono già arrivate le ferme condanne dell'ambasciatore statunitense a Kiev e dei ministri degli esteri di Svezia e Lettonia. Una reazione simile è arrivata anche dall' UE per bocca del suo Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, e del suo commissario all'allargamento, Stefan Fule.
Molte nazioni europee attribuiscono il voltafaccia sull’accordo di associazione alle pressioni della Russia.
AFP/Ansa-cos
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RG 12.30 - Il servizio di Pierre Ograbek
RSI Info 30.11.2013, 13:58






