Sono tra i 250’000 e i 300'000 i bambini soldati nel mondo. “Il fenomeno a raggiunto livelli intollerabili in molti paesi in guerra”, ha affermato giovedì Leila Zerrougui, rappresentante del Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon davanti al Consiglio dei diritti umani riunitosi a Ginevra. Ha comunque precisato che è difficile quantificare l’ampiezza di questa pratica.
Le Nazioni Unite hanno stilato una lista di 55 paesi dove vengono reclutati ragazzini sotto i 18 anni. Sono sotto accusa 46 gruppi armati e 8 Governi: Afghanistan, Repubblica democratica del Congo, Birmania, Somalia, Sudan, Sudan del Sud, Chad e Yemen.
“L’intensità dei conflitti armati ha raggiunto livelli estremi in molti paesi, con un impatto sproporzionato e intollerabile sui più giovani”, ha detto Zerrogui citando come esempio la Repubblica Centrafricana dove, dall’inizio della ribellione di Seleka alla fine del 2012, tra i 3'000 e i 6'000 bambini sono stati affiliati a diversi gruppi armati.
“Migliaia di bambini sono reclutati, uccisi, mutilati, violentati, indottrinati e obbligati a commettere atrocità”, ha proseguito, “Vengono usati come scudi umani e per commettere attentati suicidi”.
ats/ZZ







