È iniziato lunedì al Cairo, ed è stato subito sospeso dopo una breve udienza, il processo per "incitazione all'assassinio e alla tortura" al presidente egiziano, esponente dei fratelli musulmani, Mohamed Morsi, destituito dall'esercito in luglio. Rischia la pena di morte o il carcere a vita. La corte ha aggiornato il dibattimento all'8 gennaio.
In buone condizioni fisiche e combattivo
Morsi è apparso in buone condizioni fisiche e vestito elegantemente, contrariamente alla tradizione che vede gli imputati in Egitto che si presentano in tribunale con una casacca bianca. Il presidente deposto sembra ben deciso a difendersi dalle accuse: con altri imputati, chiusi in gabbie di ferro, ha lanciato slogan ostili alla giustizia e ha ricordato di essere stato eletto democraticamente. "È stato un colpo di stato militare,
dovrebbero essere giudicati i leader di questo golpe", ha affermato il presidente deposto.
Meno gente del previsto a sostenerlo
Nel paese ci si attendevano lunedì manifestazioni di sostegno a Morsi: si parlava di centinaia di migliaia di persone pronte a scendere in piazza. In realtà, secondo varie fonti, solo poche migliaia di persone hanno aderito all’invito dei Fratelli musulmani a esprimere il loro sdegno contro le autorità militari. Dalla destituzione di Morsi più d’un migliaio di suoi sostenitori sono morti in violenze e duemila sono state arrestate.
AFP/GTa-mas
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Il servizio di Silvia Piazza
RSI Info 04.11.2013, 08:56
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La corrispondenza di Laura Cappon
RSI Info 04.11.2013, 08:55




